Gli Insubri appartenevano ad una potente tribù celtica che attorno al 500 a.c. Circa, si insediò nell'Italia settentrionale, a sud confinava con la Padania, al nord, si estendeva oltre la terra dei laghi, e dell'attuale confine alpino,ovvero con il Canton Ticino e parte dei Grigioni. Tito Livio attribuì loro la fondazione di Mediolanum (Milano) loro capitale. Dal 232 a.c., per alcuni decenni, assieme ai Galli, furono accaniti avversari dei romani da cui furono sconfitti a Talamona nel 225 a.c. E poi da Claudio Marcello nel 222 a.c. A Clastidium . Questa occupazione però fu molto breve, infatti nel 218 a.c. fedeli alleati di Annibale, riportarono una rivincita sui vecchi nemici, ma nel 194 a.c., finite le guerre puniche,vennero sottomessi. Nell'89 a.c ebbero la cittadinanza latina e nel 49 a.c. entrarono a far parte della provincia “Gallia Cisalpina”.

Dopo qualche anno quella provincia fu abolita con l'inserimento nell'Italia romana. Il processo di romanizzazione fu lento, ma definitivo; la cultura autoctona sopravviss e ancora per pochi secoli solo nelle vallate alpine iù disagiate e lontane dalle grandi vie di comunicazione di quel tempo. Sempre più sporadiche furono le attestazioni della loro civiltà, anche nei corredi tombali, di cui alcuni resti sono giunti sino ai tempi nostri. In seguito furono sottoscritti con i romani impegni precisi di riconoscimento della supremazia occupante, e che garantiva assoluta e perenne fedeltà.

Ciò permise loro di mantenere l'integrità del territorio, di non dover subire deduzioni coloniali; infatti importanti reti infrastrutturali romane evitarono il territorio insubre. Il processo di romanizzazione può essere considerato storicamente concluso nel 286 d.c quando l'imperatore Diocleziano sancisce: “Milano una capitale dell'impero romano”, status mantenuto per oltre 100 anni, sino a quando la capitale venne trasferita a Ravenna. Nel 568 d.c con l'invasione dei Longobardi l'assetto politico e giuridico romano fu, come in gran parte della penisola mutato, i confini compresero buona parte della ”Valle Padana”

Poche e frammentarie le notizie relative agli anni successivi. Il territorio, dopo l'invasione di re Alboino (568-589) fu diviso in ducati, adottando principalmente criteri militari e furono assegnati a quei nobili longobardi che maggiormente si erano distinti nelle battaglie. Il primo ducato costituito fu quello del Friuli affidato ad un certo Gisulfo; Inizialmente i ducati furono gestiti autonomamente, senza un accentramento reale , ma ben presto, dopo un solo decennio, verificata l'inefficienza e la debolezza militare, i duchi decisero di eleggere un re, riconoscendo in Pavia la sede reale, ma i rapporti con il potere centrale rimase alquanto debole; solamente nella Longobardia Maior più tardi l'accentramento ebbe successo I ducati si trasformarono presto per diversi nobili in “trampolini di lancio” verso il trono, alcuni furono personaggi famosi (Autari, Agilulfo, Desiderio, ecc.), alcuni invece, perirono nel tentativo di usurpazione.

Con la caduta del regno i vari ducati , sia nella Longobardia Maior che Minor, continuarono ad esistere e vennero inglobati nell'impero di Carlo Magno ad esclusione del Ducato di Benevento, che elevato al rango di Principato, conservò la sua autonomia sino all'arrivo dei Normanni. Dal 1277 al 1447, durante il Medioevo ed all'inizio del Rinascimento, l'Insubria e buona parte dell'Italia settentrionale e della Toscana furono riuniti nel Ducato di Milano governato dalla famiglia Visconti I Visconti sono signori originari di Massino (l'attuale Massino Visconti), dove figurano già dal XII secolo come vassalli arcivescovili: si dice che il nome derivi dal latino “vice comites” che significa vice-conti. Storicamente la documentazione attribuisce loro la titolarità del capitanato di Mairlano (Mariano Comense) ancora prima del 1070.

A loro l'adozione dell'insegna con la vipera che ingoia un rosso saraceno, immagine tutt'ora presente in diverse luoghi a Milano Lo scorrere della storia è ricca di avvenimenti favorevoli alla famiglia Viscontea, registrando il culmine nel 1395 anno in cui Gian Galeazzo Visconti fu nominato duca di Milano dall'imperatore Vencislao. In questo periodo letterati di corte redazionarono leggende relative alla loro genealogia familiare facendo risalire le lontane origini a personaggi eneadi come Anglo figlio del guerriero troiano Enea, a cui attribuirono la fondazione di Angera.

Alla morte di Gian Galeazzo, gli succedettero i due figli Giovanni Maria (morto nel 1412) e Filippo Maria (morto nel 1447), iniziò un grosso ridimensionamento del ducato che ritornò all'incirca alle provincie iniziali. Non essendoci inoltre discendenti maschi diretti la linea ducale si estinse ed il ducato passò agli Sforza con Francesco che aveva sposato la figlia illegittima di Filippo Maria ma legittima in linea femminile.

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L'Insubria

L'Insubria è una regione storica non univocamente definita, con cui viene designato il territorio abitato ab antiquo dagli Insubri, popolazione che si stanziò in epoca protostorica nella regione compresa fra il Po e i laghi prealpini a partire dal IV secolo a.C., cui Tito Livio attribuisce la fondazione di Milano.